Orgone: che cos’è e a cosa serve

Orgone è un termine coniato dallo psichiatra e psicoanalista Wilhelm Reich (1897-1957) per definire una ipotetica forma di energia che descrisse in alcuni esperimenti pubblicati alla fine degli anni trenta.

Successivamente, negli anni Ottanta, due studiosi (Karl Welz e Don Croft) coniarono il termine “orgonite” per indicare la miscela di resina e metallo a cui si aggiunge solitamente un cristallo di quarzo. Questo materiale, così composto, è dotato di importanti proprietà.

Ha la capacità di ripulire gli ambienti circostanti da energie negative e trasformare l’orgone negativo (DOR) in orgone positivo (OR). Non solo, se indossato, permette di riequilibrare l’energia di tutto l’organismo.

Ogni strumento a base di orgonite crea un doppio effetto, che attrae l’energia esterna e respinge la forza che induce l’energia interna a fuoriuscire. Vi è una conservazione dell’energia personale e un rafforzamento di energia, presa dall’ambiente circostante. Questo doppio effetto è chiamato “scrambling”.

L’energia orgonica filtra attraverso il dispositivo in maniera spiralizzata e viene ripulita dal quarzo presente all’interno.

L’orgonite può essere utilizzata anche per migliorare la qualità dell’acqua che beviamo, ponendo il contenitore di vetro sopra al cristallo di quarzo: si otterrà un’acqua energetica, benefica per l’organismo.

Grazie ai suoi studi, Reich si rese conto che l’orgone è fondamentale in tutti i processi vitali: dalla formazione delle galassie alla formazione cellulare.

La particolarità dell’orgone è che tende ad accumularsi, e a organizzarsi in strutture complesse, dette orgonomi, che creano una vera e propria tensione meccanica. Tutti gli organismi viventi, quindi, contengono al loro interno una certa quantità di orgone, che si manifesta nelle funzioni biologiche e meccaniche.

Un organismo sano è quello in cui l’economia energetica funziona, in cui il processo tensione-carica-scarica-rilassamento avviene in modo fluido e naturale. Non si tratta di un equilibrio permanente, bensì di una pulsazione costante tra equilibrio e disequilibrio per autoregolazione. In questo senso, i disequilibri non vengono considerati “malattie”, ma momenti che fanno parte del gioco vitale di pulsazione e dualità, in cui i contrari sono interdipendenti: espansione-contrazione, parasimpatico-simpatico, femminile-maschile, negativo-positivo, buio-luce, yin-yang ecc. Quando i disequilibri si cronicizzano, quando l’energia ristagna e la pulsazione viene distorta, hanno origine alterazioni profonde e permanenti dei processi vitali.

Reich chiamò queste alterazioni biopatie, riferendosi ai processi patologici che hanno origine in un organismo vitale autonomo

e che presuppongono un disturbo della naturale funzione di pulsazione in tutto l’organismo, il cui meccanismo centrale è la compromissione della scarica dell’eccitazione bio-sessuale.

Valentina, Natura Spirituale

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